Festa di san Donato 2015

E per quest'anno è andata!
Con un pizzico di orgoglio diciamo che la festa in onore di San Donato del 6 agosto è stata un successo. Tanta gente non la si vedeva da anni e grazie alle fatiche organizzative tutto è andato per il meglio. 
I visitatori e i fedeli hanno potuto ripercorrere gli scalini liberati da detriti, erbe infestanti e cespugli, con qualche cuscino sparso qua e là per agevolare la sosta degli affaticati.
La S. Messa officiata da don Gino Copertino è stata il momento di fede e spiritualità che, insieme alla suggestione del posto, ha coinvolto tantissimi fedeli.
tutti hanno potuto visitare la cappella rupestre con il bassorilievo policromo di San Donato, illuminata dalla fioca luce delle candele. 
in tanti hanno apprezzato la magia di una sera di mezza estate godendo dell'aria pura, della quiete e del paesaggio che la collina fasanese sa offrire.
La banda S. Cecilia ha allietato e annunciato la serata.
Le tante bancarelle di prodotti di gastronomia nostrana e di artigianato hanno confermato il senso di festa rurale, mentre i canti e le danze popolari di Impronte di Puglia hanno coinvolto tutti in un'atmosfera di altri tempi.
Allora si può! Si possono recuperare conservare e consegnare alle nuove generazioni le cose belle, quelle semplici che danno serenità, gioia e allegria, il senso dello stare insieme e del divertirsi con poco; si può se ognuno ci mette qualcosa: un po' del proprio tempo, qualche ora della propria professionalità, un po' di ottimismo, un sostegno economico....
Grazie, grazie a tutti per la collaborazione e, se vi è piaciuto, arrivederci al prossimo anno, Dio volendo!

Il comitato per la festa di San Donato

 

(2a+n)+ A= F ͨ Performance al Minareto

La suggestiva location di Villa Damaso Bianchi (il Minareto) a Selva di Fasano, ha ospitato una singolare e originale performance, quella di Armando Bianco, docente in pensione con la passione per il teatro e la cultura, che, con l'ausilio di tre giovanissimi artisti, ha messo in scena una rappresentazione ispirata al racconto "La formica argentina" di Italio Calvino.

Il titolo dello spettacolo, (, una sorta di equazione di impossibile soluzione, altro non è che l'unione delle iniziali dei protagonisti della performance.

Armando Bianco, nella sua riduzione, ha ribattezzato il racconto con il titolo "come sabbia sottile", mettendo in evidenza un elemento che torna più volte nella trame e che "sottilmente" sembra nascondere l'anima ed il significato profondo del racconto stesso.

Scritto nel 1952 è stato definito dallo stesso Calvino "il racconto più realistico che abbia scritto". eppure  si presta ad innumerevoli interpretazioni e metafore: l'autore descrive con esattezza l'invasione di formiche argentine a San remo e in buona parte della Riviera di ponente tra gli anni Venti e Trenta, gli anni della sua infanzia.

La formica argentina è un piccolissimo insetto che in quanto prolifico ed ostinato, si trasforma in una vera forza della natura, che per molti rappresenta il male di vivere, il "problema" che angoscia le nostre giornate, fino a diventare paranoia.

Armando Bianco ha letto e interpretato il racconto, con i vari protagonisti della vicenda che cercano di affrontare il problema, ciascuno a proprio modo: chi come se la lotta alle formiche fosse un passatempo, chi progettando trappole inefficaci, chi cerca di lucrare da questa situazione, chi facendo finta che il problema non esiste, o, infine, cercando, con filosofia, di cogliere qualcosa di positivo da questa situazione.

La lettura è stata accompagnata dal suono delle chitarre di Andrea Pinto, dal canto di Alessandra Grassi, dai bozzetti estemporanei di Nicola Cardone.

Il pubblico ha seguito numeroso e attento la rappresentazione, mentre, su calar della sera un bel tramonto estivo ha fatto da quinta alla rappresentazione.

 

Profumo d'Oriente al Minareto

Prestigioso concerto a Villa Damaso Bianchi (il Minareto) giovedì 30 luglio alle ore 19,00

A seguire la consegna dei riconoscimenti “La Selva nel cuore” –  Visitabile anche  la mostra di opere di Nicola Fiume “la Villeggiatura delle civette”

Quando Damaso Bianchi, pittore e letterato,  realizzò nel 1912 la sua villa alla Selva di Fasano, la volle in stile ecclettico, originalissima, con architetture che rimandavano alle costruzioni orientali di cui tanto era stato colpito. Quella villa per tutti i fasanesi è sempre stata “il Minareto”, per la particolare torre che svettando  nel cielo ricorda i minareti sui quali i muezzin invitano i fedeli alla preghiera.

Questo ponte che idealmente collega la nostra terra con l’Oriente è la location nella quale l’Associazione Pro Selva ha organizzato un interessante concerto in programma per giovedì prossimo, 30 luglio alle ore 19,00, che vedrà protagonista il soprano russo Volka Shytsho, accompagnato dal pianista Seleim Moharez.

Si tratta di due giovanissimi e valenti musicisti del conservatorio Piccinni di Bari che si esibiranno una serie di arie e brani orientali, proprio in omaggio al luogo;  il coordinamento musicale è affidato alla prof.ssa Lilia di Marco, docente di pianoforte presso lo stesso conservatorio barese.

La seconda parte della serata sarà invece riservata all’assegnazione dei riconoscimenti “La Selva nel cuore”, un’iniziativa che si rinnova da qualche anno con la quale la Pro Selva intende omaggiare coloro che si sono contraddistinti  per attività svolte a favore della collina fasanese. I nominativi si conosceranno nel corso della serata.

Per l’occasione sarà possibile visitare anche la mostra “La villeggiatura delle civette”, con le opere di Nicola Fiume esposte al piano terre della storica villa.

Come di consueto la partecipazione alla  manifestazione è libera e gratuita. 

 

Un caffè in allegria con la Pro Selva

rosegue il fitto calendario delle manifestazioni “Selvaestate 2015” approntato dall’associazione “Pro Selva”. Ieri sera, 24 luglio, nella bella abitazione di Maria Giovanna eLorenza L’Abbate a Selva di Fasano, ha avuto luogo l’incontro intitolato “Prendiamoci un caffè: segreti e curiosità”. A raccontare al numeroso e divertito pubblico storie e storielle sono stati Donatina Trisciuzzi e Franco Romano, non prima dei saluti della padrona di casaLorenza L’Abbate e dei ringraziamenti della presidente del sodalizio organizzatore Rosanna Petruzzi Lozupone.

Si è partiti da molto lontano, dalle leggende sui “poteri magici” della pianta fino alla storia, attraversando tutti i secoli, dal ‘600 ai giorni nostri: il fondamentale “ruolo” del caffè durante l’Illuminismo, lo sbarco fortuito in Brasile, che diventerà il maggior produttore del mondo, grazie ad una passionale storia d’amore, Quindi l’arrivo in Italia; Firenze, Trieste e naturalmente Napoli, cui si è dato il giusto spazio, grazie alla predisposizione di “animale da palcoscenico” di Franco Romano coadiuvato da un’ottima spalla come Donatina Trisciuzzi. Ed ecco che tra una gag, un simpatico aneddoto, una citazione e qualche pennellata di storia, è stato portato alla memoria dei presenti il celebre caffè “Gambrinus”, il forte legame tra la bevanda e la letteratura con i vari “Caffè letterari”, i “Caffè Chantant”, la “Caffeomanzia”, le proprietà medicinali, gli effetti benefici e non solo, il “caffè sospeso” e il grande Edoardo De Filippo.

Gustosi i siparietti musicali che hanno celebrato con le sette note il protagonista della serata: “Moliendo Cafè”, “Na tazzulella e cafè” di Pino Daniele, “Cosa hai messo nel caffè” di Riccardo Del Turco, “7000 caffè” di Alex Britti, “’A tazza ‘e cafè” di Sergio Bruni e l’immancabile “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè. A coronare la piacevole chiacchierata, una degustazione curata dalla Torrefazione Caffè Belvedere e una piccola mostra di tazzine e caffettiere d’epoca.

In chiusura per festeggiarne l’onomastico, Nicola Pantaleo, tra gli invitati, ha voluto leggere una poesia scritta da Teresa Schettini, rendendole omaggio.

tratto da www.fasanolive.com del 24.07.2015
 

Prendiamoci un caffè

SEGRETI E CURIOSITA’ DEL CAFFE’

Iniziativa dell’Associazione Pro Selva nell’ambito DI “Piaceri & Saperi”, il programma di Selvaestate 2015 –Venerdì 24 luglio alle ore 20,30 presso l’antica dimora L’Abbate in viale dei Pini

Quello del caffè è un vero e proprio rito che ci vede coinvolti appena alzati al mattino, durante una pausa di lavoro e, quasi sempre a fine pranzo. Ma cosa si nasconde dietro quella tazza, qual è la storia del caffè, quando e come è entrato nelle nostre abitudini di vita?

A soddisfare queste curiosità sarà l’Associazione Pro Selva venerdì 24 luglio, alle ore 19,00 presso l’antica dimora di Lorenza e Maria Giovanna L’Abbate in viale dei Pini a Selva di Fasano in occasione dell’incontro sul tema “Prendiamoci un caffè: segreti e curiosità” condotto da Donatina Trisciuzzi e Franco Romano.

Alla chiacchierata seguirà una degustazione curata dalla Torrefazione Caffè Belvedere e una originale mostra di tazze e caffettiere.

L’iniziativa s’inserisce nel programma di manifestazioni estive della Pro Selva che hanno come denominatore comune “Piaceri & Saperi – con l’arte, il gusto, la musica, la natura e la poesia”, in linea con i temi legati al cibo e all’alimentazione di grande attualità nel 2015 grazie all’Expo di Milano.

L’incontro di venerdì 24 luglio, come di consueto, è ad ingresso libero e gratuito.

All’antica dimora L’abbate si accede da viale dei Pini, nei pressi delle antenne-ripetitori della RAI.

 

 
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