Emigrazione italiana: ricordato il dramma di Marcinelle

"Esperienze socialmente inumane e insostenibili" sono state le emigrazioni di italiani, in particolare pugliesi, durante il secondo dopoguerra. Questo è stato, infatti, il tema di una apposita conferenza tenutasi ieri, venerdì 8 agosto, presso Villa Ciccolella, a Selva di Fasano, a cura del Movimento "In Comune" e dell'associazione Pro Selva, dal titolo "Dell'emigrazione. Pugliesi in Europa per la ricostruzione".

Relatori della serata sono stati Vito Bianchi, Vito Antonio Leuzzi e Angelo Di Summa.

Quella di ieri non è stata una data scelta per caso, ma rappresenta una data simbolica in quanto proprio l'8 agosto 1956, a Marcinelle in Belgio, un incendio nella miniera di carbone provocò la morte di 262 lavoratori, tra cui 22 pugliesi emigrati in cerca di lavoro.

Negli anni 40 e 50 infatti, si emigrava per fuggire dalla miseria, dalla povertà e da ciò che la guerra aveva lasciato. Molti italiani hanno intrapreso viaggi disperati per i cosiddetti "scambi mirati", braccia in cambio di carbone, all'epoca principale materia prima di paesi quali Belgio, Francia, Germania e Svizzera. "Si lasciava il sole della Puglia per il buio delle miniere" ha ricordato Vito Bianchi.

"Un fenomeno che ha coinvolto quasi tutte le famiglie italiane, ma che comunque ha fatto scattare un processo di amnesia, si è dimenticato tutto - ha ribadito Di Summa - Nessuno ricorda le vittime e le stragi che queste emigrazioni hanno causato con la loro inciviltà e clima di discriminazione".

Quello dell'emigrazione è però un fenomeno ancora in atto: molti sono infatti i giovani che partono all'estero per terminare gli studi e trovare un impiego.

Proprio oggi, 9 agosto, infatti si celebra la "Giornata del lavoro italiano nel mondo", perché ormai da anni è la professionalità e le capacità degli italiani all'estero che portano allo sviluppo diversi settori stranieri. Leuzzi, nel suo intervento, ha infatti voluto sottolineare come lo Stato deve molto al fenomeno migratorio perché ha favorito comunque la ricostruzione dell'Italia e dell'Europa, condannando però quello attuale che invece dovrebbe aiutare le nuove generazioni eliminando le cosiddette "scorciatoie immorali", quali le raccomandazioni, favorendo e sviluppando una forza lavoro tutta italiana.

Un interessante incontro che ha riaffiorato nelle menti dei presenti un importante stralcio di storia italiana che il più delle volte finisce nel dimenticatoio, lasciando spazio solo all'effimero.

Articolo tratto da www.gofasano.it del 09/08/2014 13:09