Le stagioni nella pittura e nella poesia

Quando le arti si incontrano

I sensi scambiati della pittura e della poesia

Ieri sera a Selva di Fasano in un incontro organizzato dall’Associazione Pro-Selva protagoniste le stagioni filtrate dal caleidoscopio di colori e di parole

«La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all'intelletto», affermava il grande Leonardo.

Due signore della cultura fasanese. Due amiche, colleghe, una coppia di relatrici ormai collaudate, perfettamente calate tra l’equilibrio dell’umiltà di sapere e di non mostrare troppo e il vezzo, tutto femminile fatto di sguardi complici e sorrisi, nel rivelare, ciascuna, di sapere bene il fatto suo. Maria De Mola e Angela Gasparro sono state le protagoniste di un incontro-lezione tenutosi ieri, domenica 31 agosto, presso l’Hotel Sierra Silvana (messo a disposizione gratuitamente da Giuseppe Nigri) organizzato dall’Associazione Pro-Selva (presente in sala la presidente Rosanna Petruzzi Lozupone).

Le stagioni come metafora dell’animo umano. A cominciare dalla bella Estate, la stagione della spensieratezza, durante la quale “l’amore infinito mi salirà nell’anima” (A.Rimbaud), dove il caldo e la sospensione della vita tipica della controra è scandito dalla “lucertola sul muro” o “dal canto occulto del grillo” (A.Machado). I colori estivi sono quelli dei gialli lucenti di Van Gogh nel suo “La crau”: il giallo del grano, del sole, del cibo che rappresentano la vita. O le bizzarrie tutte italiane di Arcimboldo (che tornerà in tutte le stagioni) con la sua “Estate” fatta di frutta, ortaggi e di frumento.

Il caldo lascia spazio all’Autunno, la stagione delle sensazioni. Come quelle dei “lunghi singhiozzi dei violini” che feriscono “con un monotono languore” il cuore di Paul Verlaine e di tutti noi. O come l’allegra spensieratezza dei ragazzi attorno al fuoco, che “corrono corrono con le mani nelle mani” (A.Bertolucci), uno spettacolo luminoso ed affascinante che ricorderanno per molto tempo. I colori autunnali sono quelli tristi e malinconici della terra, come in “Autunno” di Bruegel, dove i particolari vengono raccontati senza l’utilizzo della prospettiva o l’importanza dello stesso colore nei “Tetti rossi” di Pissarro, dove le emozioni degli occhi diventano le emozioni dell’anima.

Giunge così l’Inverno, la stagione più fredda dell’anno. E in contrasto al clima gelido viene in aiuto il calore delle parole: “Il vento mi tagliava le dita. Non ero stato mai più contento” (G.Caproni) oppure “Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri” (A.Bertolucci). Naturalmente è il bianco il colore predominante di questa stagione, esempio lampante, le sue tante sfumature protagoniste de “La pie” di Monet, in cui viene fuori tutta la maestria del dare “l’impressione che le immagini suggeriscono”, oppure la diversa lettura che ne fa De Nittis in “Sulla neve”,dove le sfumature sono del tutto assenti e protagonista assoluto è lo spazio aperto.

Ultima, in ordine di successione, arriva la Primavera. Stagione di nascita e rinascita per chi come Alda Merini è “nata il ventuno a primavera ma non sapeva che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenare tempesta”. Oppure una nuova stagione in cui si risveglia il vezzo femminile come Emily Dickinson che “per non essere fuori moda si metterà un ciondolo”. La primavera è la stagione dei fiori, e insuperabile è la delicatezza nel cogliere il vibrare dei suoi colori come ne “La Primavera” di Botticelli e in quella di Renoir, accomunati da un’eleganza diafana e trasparente.

E come collante del tempo che scorre, a fine lezione sono state mostrate prima una serie di splendidi acquerelli firmati da Donato De Mola raffiguranti le quattro stagioni poi un dipinto di Bouguereau dal titolo emblematico “L’arte e la letteratura”. Insieme al servizio dei nostri sentimenti.

Tratto da fasanolive.com del 01.09.2014