Falsi e frodi alimentari: Un convegno alla Selva di Fasano

Ricerca della qualità dei prodotti alimentari per sconfiggere le agromafie

L’iniziativa dell’associazione Pro Selva, presieduta da Rosanna Petruzzi Lozupone, di un convegno volto a sensibilizzare la cittadinanza sulla scottante questione delle “agromafie” e della truffa agroalimentare si inserisce tematicamente nel filone Expo 2015sull’alimentazione e la nutrizione. L’incontro riflessione “Falsi & Frodi: le nuove frontiere del cibo – la multifunzionalità per sconfiggere le agromafie” si è tenuto all’Hotel Sierra Silvana ieri pomeriggio, mercoledì 15 luglio, ed è stato organizzato in collaborazione con ilComune di Fasano e la Coldiretti. Oltre che Renzo De Leonardis, che fino a qualche settimana fa ha ricoperto la carica di assessore all’Agricoltura di Fasano, sono stati relatoriFloriana Fanizza (responsabile Coldiretti Donne Impresa Puglia), Lorella Ansaloni(responsabile nazionale Coldiretti Donne Impresa), Angelo Corsetti (direttore Coldiretti Puglia), Gianni Cantele (presidente Coldiretti Puglia) eAndrea Baldanza (vicepresidente della Fondazione Osservatorio dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare).

L’Italia è nota nel mondo per la sua cultura culinaria e la qualità del cibo prodotto, elementi spesso invidiati che aziende straniere cercano di imitare attraverso operazioni di “Italian Sounding”. Questo fenomeno, come si legge nel sito del Ministero dello Sviluppo economico non è altro che «l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promuovere e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese.  Rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare. A livello mondiale, il giro d’affari annuo dell’Italian Sounding è stimato in circa 54 miliardi di euro l’anno (147 milioni di euro al giorno), comunque oltre il doppio dell’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23 miliardi di euro). Quindi, almeno due prodotti su tre commercializzati all’estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese».

La Coldiretti si batte dunque per la tutela di consumatori e imprenditori e ha promosso a tal fine la nascita nel 2014 dell’ “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”. Gli scopi sono la tutela non solo dell’immagine dell’Italia nel mondo ma anche dei singoli italiani dalla criminalità organizzata, profilandosi in tal senso contenziosi in ambito penale, civile e amministrativo. Primo passo per sconfiggere queste attività che nuociono all'economia locale e nazionale è quello di spingere verso la multifunzionalità delle imprese e la valorizzazione della qualità dei prodotti del territorio.
Non solo, come spiegato da Andrea Baldanza nel suo intervento, le normative europee cercano una maggiore omologazione dei prodotti per creare uno spazio unico del mercato, così facendo però si sopprime ciò che contraddistingue il prodotto di qualità. Ecco perché obiettivo comune è quello di combinare i principi comunitari con quelli di differenziazione delle merci per raggiungere un mercato che sia “glocal”, globale e locale allo stesso tempo. 
Con un buffet a base di frutta si è concluso il convegno che in meno di due ore ha fatto sue tematiche più che mai attuali e dal respiro sovranazionale.

tratto da www.fasanolive.com del 16.7.2015