Successo della mostra "La vita colorata"

  Facendo lo stesso lavoro è facile che due colleghe diventino amiche e scoprano di possedere una comune passione per l’arte e la pittura.

 

E’ questa la storia di Maria De Mola e Piera Salmistraro, docenti, una di storia dell’arte, l’altra di latino e lettere italiane, al liceo classico “G. Galilei” di Monopoli, le quali hanno voluto presentare le loro opere al pubblico, in una mostra svoltasi a Selva di Fasano dal 12 al 22 agosto. In tutto 25 tele esposte presso villa Ciccolella, in viale Toledo n. 35, presso la sede dell’Associazione Pro Selva, in un allestimento intitolato “La vita colorata”. Ed in effetti di un inno alla vita si è trattato, con interessanti opere dai colori vivaci, molto apprezzate dal pubblico che, numerosissimo, ha frequentato la vetrina silvana.

Piera Salmistraro, monopolitana, è pittrice per diletto; attraverso la pittura, fatta spesso di figure e personaggi accennati nei tratti, trasferisce sulla tela esperienze e stati d’animo personali. Colori allegri, tecniche miste, dimensioni variabili per delle opere che raccontano di ambienti interni o di grandi spazi esterni, di città nelle quali spaziare con la fantasia trasportati da un grappolo di palloncini, o di meditazioni sulle pagine di un libro, al tavolo di un bar o davanti ad un graffito che costringe ad una revisione della propria esistenza. I quadri dipingono situazioni di una vita che va vissuta come viene, con le occasioni di svago, di riflessione e di lavoro, perché solo così può essere un’esistenza colorata.

 

Per Maria De Mola, fasanese, studiosa di arte e di storia locale, “la vita colorata” rappresenta quasi un ritorno, una sorta di resurrezione dopo il superamento della malattia. De Mola ha portato in mostra una quindicina di opere, tutte realizzate nell’ultimo anno, con un denominatore comune: gli affacci; finestre che si aprono su chiese, trulli, paesaggi e marine che mostrano sempre due differenti ambienti, uno interno e l’altro esterno. Si tratta di visioni fortemente simboliche, dove dentro e fuori sono anche situazioni dell’anima e in cui gli oggetti rappresentati assumono connotazioni altrettanto metaforiche, rappresentano spesso situazioni, luoghi e persone particolarmente care alla pittrice. I fiori dai colori vivaci sono un inno alla vita rinata; le nature morte, il ricordo di persone care scomparse; i luoghi rappresentati sono quelli della memoria, dell’esistenza quotidiana o quelli familiari la cui frequentazione dà serenità. Colori forti, vivaci, grandi contrasti accanto a tonalità tenui e delicate, con notevoli sfumature, sono le caratteristiche di questa pittura che parla di una vita, nonostante tutto, colorata.

                                                                                                          Gianfranco Mazzotta